5- La letteratura cortese: le corti e i cavalieri.

Tristano e Isotta.jpgIl romanzo cortese è un genere letterario fiorito in Europa (a partire dalla Francia) dalla seconda metà del secolo XII al XIV. L’aggettivo “cortese” rimanda all’ambiente delle corti della Francia settentionale nelle quali il romanzo nacque e si diffuse. I romanzi danno largo spazio a vicende d’amore e di magia, più che ai valori epici e religiosi tipici della chanson de geste. I contenuti si collegano prevalentemente al ciclo bretone o ciclo arturiano o della Tavola Rotonda. Oltre all’amore, interpretato secondo la concezione che viene definita appunto dell’amor cortese, emergono i valori tipici della società cavalleresca, ovvero il desiderio d’avventura, l’esaltazione del valore individuale, l’idealizzazione del personaggio nobile contrapposto al “villano“. Lo scopo dei testi era innanzitutto l’intrattenimento di un pubblico costituito da persone aristocratiche e di gusti raffinati. Fra i più famosi autori di romanzi cortesi occorre ricordare Chrétien de Troyes. Egli verso la fine del secolo XII scrisse cinque romanzi su cavalieri della Tavola Rotonda, tra i quali Lancillotto. Un altro romanzo assai famoso è dedicato alla leggenda di Tristano e Isotta, anch’essa collegata al ciclo bretone. Mentre il Tristano di Chrétien de Troyes è perduto, restano frammenti di testi scritti da Béroul e da Tommaso d’Inghilterra. Vi sono traduzioni e rifacimenti in molte lingue dell’Europa settentrionale, nonché una versione in volgare di origine tosco-umbra. Si tratta del Tristano Riccardiano, così chiamato dalla Biblioteca Riccardiana di Firenze in cui fu scoperto il manoscritto. (tratto e rielaborato da Wikipedia)


Ascolta: “Le corti e i cavalieri” (pagine170,171,172) tratte dal libro di Epica.
 http://spazio2h2011.myblog.it/media/01/00/3893248485.mp3

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